domenica 11 aprile 2010

Casatiello


E si, vi avevo promesso di postare l'anno prossimo le ricette che avevo preparato per Pasqua e che non avevo potuto pubblicare a causa di problemi con l'adsl, vi confesso che sono stata tentata e oggi proprio non ce l'ho fatta, tentata anche da Dida ho deciso di pubblicarvi la ricetta del mio " Casatiello".

E 'la tipica torta rustica napoletana, rappresenta la Pasqua di cui ne conserva i simboli: il salame, il pecorino, e sopratutto le uova fissate con delle croci di pasta. E' ottimo sia caldo che freddo, anche se devo essere sincera io l'adoro appena sfornato, caldissimo.
Il casatiello è la torta tipica che si porta per la scampagnata di Pasquetta, da mangiare assolutamente accompagnato da fette di salame napoletano e fave oltre che un buon bicchiere di vino rosso del Vesuvio.
Per essere precisi sulle nostre tavole troviamo il "Casatiello" o il " Tortano" , anche se per molti sono dei sinonimi.
In realtà differiscono di poco, ma sono due cose diverse.
Il casatiello (il nome deriva dal nome dialettale del formaggio) ha le uova ( crude) sulla superfice e coperte da due striscioline messe a croce.
Il tortano (il nome deriva dalla forma a torta) invece le uova le porta (sode) all'interno: intere o tagliate a fettine.
Anche per il ripieno ci sono piccole differenze nel tortano si usano tutti gli "avanzi" di formaggi e di insaccati, per il casatiello invece solo formaggio pecorino, salame napoletano, cubetti di pancetta.


Impasto :
700 gr. di farina 00
100 ml. olio
10 gr. sale
220 ml acqua
1 levito di birra
1 cucchiaino di zucchero

Ripieno:
200 gr. di salame tipo Napoli, 200 gr. pancetta tesa , 250 gr di pecorino ( 200 gr. a cubetti e 50 gr. grattugiato), 100 gr. di sugna, pepe qb.

Per decorare
2/3 uova



Preparazione:
Sciogliamo il lievito in una ciotola con acqua tiepida. Sulla spianatoia versiamo la farina e facciamo la fontana.
Uniamo l'olio, il sale, il lievito sciolto nell'acqua, e altra acqua tiepida fino ottenere una pasta morbida che lavoreremo con energia per una decina di minuti .
Facciamo lievitare l'impasto in una terrina coperta da un cannovaccio, in luogo tiepido, fin quando la pasta avrà raddoppiato il suo volume.





Tagliamo a dadini il formaggio, il salame e la pancetta.





Mettiamo da parte un pezzetto d'impasto (ci servirà per fare le croci sulle uova).
Stendiamo l'impasto aiutandoci con un matterello allo spessore di un centimetro.
Disponiamo su tutta la superficie, uniformemente la sugna , aggiungiamo il pepe, il ripieno, il formaggio grattugiato , arrotoliamo la pasta, stringendola il più possibile ed uniamola ad anello.




Ungiamo di strutto lo stampo, qui a Napoli si vendono degli appositi stampi in alluminio molto alta ma ma si può utilizzare anche uno stampo antiaderente per ciambella.




Disponiamo il rotolo di pasta, facendo dei tagli sulla superfice.
Aggiungiamo su di essa le uova che compriremo con l'impasto che avevamo messo da parte, fermandole con delle strisce incrociate tra loro.




Ungiamo di sugna la superfice.
Rimetteiamolo a lievitare in luogo tiepido coprendolo con un panno.




Quando il casatiello sarà raddoppiato(accorreranno almeno due/ tre ore) inforniamo in forno caldo a 200° per un ora circa.


On line ho trovato un sito dedicato al "Castiello" in cui riporta anche una simpaticissima poesia in dialetto napoletano, ve la riporto alla fine di questo post.


O' Casatiell'


Tutto è bello,
pure pecchè se mangia ‘o casatiello.
Rotunno, gruosso, grasso e sapurito,
‘o vide, e te rinasce l’appetito.
Che d’è, te ne vuò fa sulo na’ fetta?
Cu chella ce può fa Pasqua e Pasquetta.
Salame, pepe, nzogna, acqua e farina,
e nu’ sacco ‘e formaggio pecorino:
ce vonno pur’e cicole ‘e maiale,
ca so’ pesante, ma nun fann male.
Pe copp’o casatiello stanno ll’ova:
ma comm’o po’ capì, chi nunn’o prova?


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